mercoledì 20 aprile 2011

AREA ROCK: PUNTATA SPECIALE "THE WALL"

La puntata odierna sarà dedicata ad una immensa opera rock: "The Wall" dei Pink Floyd. Verrà trasmesso l'intero album  che verrà commentato e spiegato da Kappa e Anto, con il contributo di Dj Ananas. Non perdetevi questa puntata!!!
Area Rock va in onda lunedi, mercoledi e venerdi dalle 14 alle 16 su Radio Phenomena, Mhz 87.700 oppure in streaming cliccando su http://www.streamsolution.it/onair/radiophenomena.asx

Grazie dell'attenzione.
Kappa.

sabato 16 aprile 2011

RECENSIONI : GUANO APES – BEL AIR

Uffa !
Ultimamente a parte i Foo Fighters ( lode all’infinito per il grande Dave Ghroll ) tutte le nuove uscite mi hanno puntualmente deluso, specie quelle che attendevo da tempo.
I Guano Apes non fanno differenza dunque, ed è un vero peccato, perché credevo che questi anni di inattività li avrebbero riportati in pista con ancora più forza e aggressività.
E invece “Sunday Lover”  la prima traccia del disco spiazza totalmente, quasi non si conosce più la voce ruvida dei bei tempi di Sandra Nasic, convertitasi in ….. ?????   le strutture musicali suonano un miscuglio pop-disco-rock strambo che stento a collegare con il loro nome. Mi avventuro avanti, magari sarà stata una divagazione da troppo alcool…
“Oh What a Night”  sembra restituirmi l Guano Apes originali, ma anche questo è un artefatto, la traccia è troppo “pulita” sembra tutto finto, no, non sono i Guano Apes che conoscevo, e purtroppo no, non si sono evoluti in meglio. Non basta qualche urlo cacciato li per mantenere il loro vecchio marchio, e le “nuove” sperimentazioni suonano davvero poco convinte, e di conseguenza poco credibili.
Le rimanenti tracce suonano tutte “commercialmente commestibili” ma non mi convincono.
In definitiva i Guano Apes hanno perso la loro identità passata, e quel che è peggio non ne hanno acquisito una nuova. Questo disco suona pieno di novità dal punto di vista delle strutture musicali e vocali, ma non riesce a farne proprie nemmeno una, tutto alla fine scivola via, un po come provare nuove acconciature allo specchio riempiendosi i capelli di gel, finchè tutto non si ammoscia e si inzacchera rendendo il risultato peggiore di prima.
Speriamo che miss Nasic e soci riconoscano di aver intrapreso una strada che porta ovunque, ma di non essere arrivati da nessuna parte.
Insomma tanti pezzi potenzialmente interessanti, ma che mancano di corpo, di groove, di tiro, mancano di quel qualcosa che ti fa apprezzare una canzone anche se ha due soli accordi, manca insomma quella cosa…….aspettate come è che si chiama…..ah ecco si…..l’identità.

ANTO


RECENSIONI : BEADY EYE – DIFFERENT GEAR STILL SPEEDING

Innanzitutto scusate il ritardo!!
Mi ero ripromesso di recensire questo disco nello stesso momento in cui ho ascoltato il primo fastidiosissimo singolo, sarà che i vecchi e oramai defunti  Oasis non mi hanno mai fatto impazzire, fatto sta che ( come sempre ) mi aspettavo un risultato sonoro ancora più schifoso dall’epoca dei due fratelli.
“Four letter World” invece apre il disco in maniera quasi piacevole. ( se vogliamo proprio soprassedere sulla voce del fratello superstite, che comunque suona sempre meglio del suo ancor più sinusitico consanguineo )
La scanzonata “Millionaire” scivola tranquilla e senza pretese, ma già dalla traccia successiva “The Roller” ecco che ritorna l’incubo/clichè Oasis, lo solita struttura strumentale e vocale, e quel pseudo tentativo/influenza ( pessimamente riuscito ) che richiama i Beatles ( ma loro non rispondono peccato!!!) e che fanno del pezzo il primo strazio del disco.
La successiva “Beatles and Stones”  non dispiace, anche se arrivati già alla quinta  traccia (“ Wind Up Dream”) , si capisce che i Beady Eye hanno sparato tutte le loro cartucce, nel senso che più di quanto ascoltato non ci sarà. La band viaggia su binari alquanto statici, evidenziando i loro limiti creativi e strumentali, che sono succubi della loro esperienza musicale passata.
Probabilmente è proprio questo che i loro affezionati si aspettano, e questo è quanto loro stessi sanno fare meglio, dunque tutti contenti.
Tranne io ovviamente che mi illudo ancora di trovare aria nuova.


ANTO


martedì 12 aprile 2011

RECENSIONI: FOO FIGHTERS - WASTING LIGHT

Sono passati  4 anni dal loro ultimo lavoro in studio, 4 anni in cui certo Dave Grohl non si è risparmiato tournee mondiali e collaborazioni con in più disparati artisti, ma adesso eccoli qui con il loro FF7 (il Foo Fighters 7h Album): Wasting Light.
Anche questo disco si apre con la loro proverbiale energia, si evolve rispetto ai precedenti per le ritmiche e i riff di chitarra che sono un po meno all’unisono, ma creano dei giochi e degli intrecci ritmici intressanti. Da notare che torna nella line up anche Pat  Smear alla chitarra, facendo arrivare la band a 5 elementi. Ottimo l’apporto vocale del batterista Taylor Hawkins.White Limo”, girato interamente in vhs e con ospitata speciale di Lemmy Kilmister (chi non sa chi è si vada a ripassare un po di fondamenti di musica rock).
Un’altra curiosità sul disco  è che è stato interamente registrato nel garage di Dave Grohl esclusivamente su materiale analogico (e si sente), e prodotto da Buch Vig.
Vi presento la tracklist di quello che è stato definito dal frontman tuttofare Dave come il disco più heavy della storia:

1.     "Bridge Burning"
2.     "Rope"
3.     "Dear Rosemary"
4.     "White Limo"
5.     "Arlandria"
6.     "These Days"
7.     "Back  Forth"
8.     "A Matter Of Time"
9.     "Miss The Misery"
10.  "I Should Have Known"
11.  "Walk"

Tracce consigliate? Tutte! Le canzoni sono un sapiente mix di potenza e melodia, di riff hard rock e linee vocali che arrivano a sfiorare il pop, senza essere banali. Forse l’unica canzone che sa mi ha annoiato un po è “These Days”, ma non è escluso che ascoltando il disco per un mese di fila mi innamori anche di quello. Secondo me una delle migliori uscite del 2011 (dite che è troppo presto per dirlo?). Non ci resta che aspettarli al Rock in Idrho il 15 giugno, e tra il 16 aprile, per gli ingordi come me, l’uscita di “Medium Rare”, un intero album di cover che hanno registrato nella loro carriera e che uscirà esclusivamente in  vinile…

Kappa. 





domenica 13 marzo 2011

RECENSIONI : SUBSONICA – EDEN

Citando una frase storica tratta da un altrettanto storico cartone animato giapponese…
“Sono stanco di sdilinquirmi al sentimentalismo da cui attingi a piene mani” ( Caio lo dice a Ken il guerriero!!) ..che cazzo centra? Qual è l’anal-ogia?
Che i Subsonica hanno triturato i coglioni con ‘sti testi!!
E questa è la premessa.
Parlando nello specifico delle canzoni, direi che aldilà della retorica spacca palle ( “Prodotto Interno Lurido” , “Il Diluvio” ) e del sopracitato sdilinquimento narcodiabetico ( “Quando” ) la punta massima si ha ascoltando il singolo che ci ha presentato questa immane opera d’arte, ovvero “Istrice”, Dio mio! La canzone più aberrante ascoltata negli ultimi dieci anni, dire che fa cagare è poco, è come avere la sensazione di ridere dalla disperazione e voler vomitare allo stesso tempo.
“La Funzione” è un miscuglio di onde anni 80 più spruzzate di Bluvertigo, e sinceramente non so se si salva o no, …dubbio.  Nessun dubbio su “ Sul Sole” una canzone che sembra scritta da un diciassettenne brufoloso ispirato, ( con tutto il rispetto per i 17enni brufolosi) assolutamente scemotta. Del dubbio fa parte anche “Benzina Ogoshi”, che musicalmente suona come i CCCP in chiave futurista,( ma purtroppo non sei G.L. Ferretti ) interessante il testo contro loro stessi, l’unica cosa degna di nota.
Di questo disco-maturità ( ??????) salvo “Eden” e “Il Serpente”, ovviamente non dico che i Subsonica non sappiano suonare, anzi , ho avuto modo di apprezzare più volte le loro perfomance live, adesso, dico soltanto che, Eden, è un disco di merda.
 P.S
Complimenti a tutti i “grandi” giornalisti musicali che si calano le braghe davanti al disco di turno  del gruppo di successo, una leccata al giorno toglie il medico di torno….

ANTO

BOLLETTINO DEI NAVIGANTI

Un sincero vaffanculo a quanti, dal loro pulpito di artisti affermati, e di giornalisti musicali di importanti testate, sparano a zero sui Bloggers, definendoli degli sfigati con manie di grandezza, con hard disk pieni di musica che non riusciranno mai ad ascoltare.
Generalizzare è sinonimo di ottusità, e rende mediocri anche quelli che hanno una loro integrità morale ( e ci riferiamo a quelli che non si calano le braghe davanti ai dischi degli artisti famosi, ) dunque la linea sottile su cui danza il giudizio,  è popolato sia da persone in gamba, che dai leccaculo.
Noi preferiamo la sincerità, ovviamente di un opinabile punto di vista, anche se perpetrato da chi, lavora nella musica da sempre, che ha la musica come una ragione di vita, e , soprattutto , da chi compra i dischi e va ai concerti.
Sinceramente alcune canzoni di protesta, e soprattutto moltissime recensioni, ci suonano cosi false da risultare addirittura ridicole.
L’integrità morale è forse l’unica cosa che resta di nobile per un uomo in questa epoca di merda, in questo momento storico cosi sporco e corrotto.
Tirate fuori le palle uomini.

ANTO,  KAPPA & DJ ANANAS